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Basilica di Santa Maria delle GrazieMilano - Corso Magenta
2 novembre 2009
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con i patrocini di
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La Messa K 427 - detta da musicisti e critici la "Grande messa in do minore" - occupa un posto particolare tra le messe composte da Mozart. Essa non è solo l'ultimo lavoro di questo genere, ma anche il più eccellente e monumentale. La sua esecuzione richiede infatti il maggior numero di solisti, coristi e di musicisti in orchestra ed è, nonostante la sua incompiutezza la più lunga di tutte le sue messe. La messa fu composta (ma non completata) da Mozart per adempiere ad un voto fatto affinché la futura sposa Costanze allora ammalata guarisse. Quest'opera rappresenta il ritorno di Mozart alla musica sacra dopo gli anni salisburghesi. Per la prima volta nella sua vita egli compone una messa senza i vincoli stilistici impostigli dall'arcivescovo Colloredo: non deve quindi sorprendere se nello spartito troviamo uno sfoggio di fantasia ed ispirazione inusuale rispetto alla sua produzione precedente. Nella storia della musica la messa in Do minore di Mozart rappresenta uno dei maggiori lasciti della musica sacra del secondo '700 ed idealmente si può considerare come il tratto d'unione fra la Messa in si minore di Johann Sebastian Bach e la Missa solemnis in Re maggiore di Ludwig van Beethoven. |
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